Xieng Khuan, il "parco dei Buddha"

Xieng Khuan, il "parco dei Buddha"

Xieng Khuan, il "parco dei Buddha"

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A 25 km da Vientiane, Xieng Khuan raccoglie più di 200 sculture buddhiste e induiste in cemento, opera di un prete-sciamano avviata nel 1958.

Xieng Khuan, il cui nome significa « la città degli spiriti », è un parco di sculture situato a una ventina di chilometri a sud-est di Vientiane, sulle rive del Mekong che segna il confine tra il Laos e la Tailandia. Più comunemente noto come parco dei Buddha, il sito raccoglie più di 200 statue in cemento che mescolano l'iconografia buddhista e induista, frutto del progetto di un solo uomo alla fine degli anni Cinquanta.

Perché visitare Xieng Khuan

Il parco è una delle escursioni più accessibili da Vientiane e uno dei rari luoghi del Sud-Est asiatico che presenta, nello stesso spazio, divinità buddhiste e induiste su larga scala. La convivenza di Avalokiteshvara, Shiva e Vishnu non è casuale: riflette un approccio personale al sincretismo religioso portato avanti dal fondatore del sito.

Il luogo interessa tanto i viaggiatori curiosi dell'arte religiosa asiatica quanto coloro che cercano una mezza giornata lontano dalla capitale. Il terreno, erboso e bordato dal fiume, si percorre a piedi a un ritmo tranquillo.

Storia del parco

Xieng Khuan è stato costruito nel 1958 da Luang Pu Bunleua Sulilat, un prete-sciamano dal percorso singolare. Segnato dall'incontro in Vietnam con un rishi (saggio indù), decide di riunire nello stesso luogo sacro il buddhismo e l'induismo, due tradizioni talvolta opposte nel corso della storia. Il parco è concepito come la materializzazione di questa ambizione sincretista.

Nel 1975, dopo la presa del potere del Pathet Lao, Bunleua Sulilat fugge dal Laos e attraversa il Mekong per stabilirsi in Tailandia, nella provincia di Nong Khai. Costruisce lì un parco gemello, Sala Keoku, che prolunga l'opera lasciata dietro. I due siti si fronteggiano da una parte e dall'altra del fiume: in giorni sereni, si scorgono da uno le statue più alte dell'altro.

Che cosa vedere nel sito

Le sculture sono in cemento armato, ma la loro patina spesso dà l'impressione di opere antiche di diversi secoli. Il bestiario è volutamente ampio: figure umane e divine, animali, demoni, bodhisattva. Vi incontrate in particolare rappresentazioni di Avalokiteshvara e, dal lato indù, due membri della Trimurti, Shiva e Vishnu.

Il « vegetale gigante » a tre livelli

La scultura più sorprendente del parco assomiglia a un grosso frutto o vegetale sferico. È organizzata su tre piani che simboleggiano l'Inferno, la Terra e il Cielo. Vi si entra dalla bocca di un demone, la cui testa misura più di tre metri di altezza. All'interno, scale permettono di passare da un livello all'altro, ognuno ornato di scene proprie alla sua simbologia.

Il Buddha coricato

L'altro capolavoro è un imponente Buddha coricato sul fianco la cui lunghezza supera i 40 metri secondo le fonti locali. La sua sagoma domina la parte meridionale del parco e rimane visibile dalla riva tailandese.

Passeggiata e fotografia

Il parco si presta a una deambulazione libera. Le statue sono disseminate su un vasto prato, senza un percorso obbligato, il che permette di fotografare da diversi angoli e di osservare i dettagli scolpiti.

Informazioni pratiche

  • Durata della visita: contate 1h-2h per fare il giro a piedi, più a lungo se vi prendete il tempo di entrare nel « vegetale gigante ».
  • Tariffa: ingresso a un prezzo modico (in kip), con un supplemento simbolico per gli apparecchi fotografici secondo i periodi.
  • Orari: apertura durante il giorno, generalmente dal mattino fino al tardo pomeriggio.
  • Comfort: poca ombra, portate acqua, cappello e scarpe chiuse se contate di salire nella scultura cava.

Quando andare

Il parco si visita tutto l'anno, ma la stagione secca, da novembre a marzo, offre le condizioni più comode: temperature moderate, bassa umidità e terreno praticabile. Da aprile a maggio, il caldo può diventare difficile nel pieno della giornata; privilegiate allora una visita all'inizio della mattina. Durante la stagione delle piogge (giugno a ottobre), gli acquazzoni sono brevi ma intensi: una fascia mattutina rimane la più sicura.

Come arrivarci

Il parco si trova a circa 25 km a sud-est di Vientiane, vicino alla località di Dongphosy, lungo il Mekong. Diverse opzioni:

  • Bus locale: la linea n°14 dal mercato mattutino (Talat Sao) a Vientiane serve il parco.
  • Tuk-tuk o taxi: soluzione più veloce, da negoziare andata e ritorno con sosta sul posto.
  • Auto o scooter: seguire la direzione sud-est da Vientiane lungo il Mekong fino a Dongphosy, poi proseguire sulla strada locale che conduce al parco.

Da vedere nei dintorni

Una visita a Xieng Khuan si inscrive naturalmente in un'esplorazione più ampia della capitale e dei suoi dintorni:

Domande frequenti

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Domande frequenti

Xieng Khuan significa « la città degli spiriti » in lao. Il sito è più conosciuto dai viaggiatori con l'appellativo di « parco dei Buddha ».

No. Sono state realizzate a partire dal 1958 in cemento armato. La patina e lo stile scultoreo danno loro un aspetto antico, ma l'insieme del parco risale alla seconda metà del XX secolo.

Contate 1h-2h sul posto, più il tragitto da Vientiane. Una mezza giornata è più che sufficiente per andata e ritorno con una visita tranquilla.

Sì. L'accesso si fa dalla bocca di un demone scolpito all'ingresso. Scale interne collegano i tre livelli che rappresentano l'Inferno, la Terra e il Cielo.

Sì. Sala Keoku, nella provincia di Nong Khai, è stato costruito dallo stesso fondatore dopo l'esilio nel 1975. I due parchi si fronteggiano attraverso il Mekong.

Includere Xieng Khuan nel vostro viaggio

Xieng Khuan si combina facilmente con una tappa a Vientiane, all'inizio o alla fine del circuito. Per integrare questa visita in un itinerario più completo, consultate i nostri viaggi in Laos concepiti con specialisti locali di lingua italiana.

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